Economia

Sin dai primi coloni l’unico mezzo di sussistenza che gli approdati potevano usufruire era la caccia della selvaggina offerta dalla terra e la pesca che il mare offriva. Tuttavia quel gruppo di famiglie che abitarono l’isola, proveniva da una economia basata sull’agricoltura; infatti dopo aver disboscato alcuni appezzamenti di terreno, resi fertili dalla natura lavica, iniziarono un’economia basata principalmente sull’agricoltura grazie alla semina di alcuni ortaggi; legumi, principalmente le lenticchie, caratteristici per la loro piccola dimensione; fichi d’india, che servirono come frangivento e divisione degli appezzamenti; uva da vino; fichi e gelsi.

L’enorme quantità di piante di Fichi d’India (Ficus indica) fece si che si sviluppasse l’allevamento di bovini sia da carne che da latte, i loro cladodi infatti venivano sminuzzati per facilitare l’alimentazione. Inoltre venivano allevati conigli, galline, capre e asinelli dediti al trasporto umano e edile. L’allevamento durò fino alla fine degli anni ’80, poiché le norme CEE impedirono gli allevatori a continuare tale mestiere a causa di un mattatoio non idoneo.

La pesca è stata sempre limitata a causa della mancanza di un adeguato porto che non consente l’utilizzo di imbarcazioni sempre più sofisticate. Ma è proprio ciò che rende l’isola di una bellezza unica e incontaminata, tanto da rendere il turismo la maggiore forma economica che permette la sussistenza dei residenti. Purtroppo il turismo non si è ancora pienamente sviluppato, ma gli abitanti sono fiduciosi negli investimenti per l’economia turistica. Si sono sviluppati due villaggi turistici e diversi pub, bar, ristoranti, supermercati e un campeggio. Inoltre alcuni pescatori hanno messo a disposizione le proprie case.

AMMINISTRAZIONE: L’amministrazione comunale è costituita da un delegato del Sindaco, oggi inesistente. Il sindaco Totò Martello e il resto dell’amministrazione siedono nell’isola di Lampedusa.

ISTRUZIONE: I centri adibiti all’istruzione all’istruzione vanno dall’asilo infantile fino alla terza media. I giovani studenti, che vogliono conseguire gli studi, dopo aver terminato la scuola dell’obbligo, sono costretti a lasciare l’isola e la famiglia alla tenera età di quattordici anni. Da quel momento si inizia una nuova e indipendente vita.

La musica è nel cuore di tutti gli isolani; non esiste una scuola di ballo, ma non è necessaria; il liscio è dentro di tutti, non c’è piccolo ne grande che non lo sappia ballare.